Una fotografia dei piedi di Bobbi Campbell appesa alla porta di una farmacia di Castro Street, nell’autunno del 1981; Rosa Parks, la donna nera che nel 1955, in Alabama, si era rifiutata di cedere a un uomo bianco il proprio posto sull’autobus, chiamata da Jesse Jackson, molti anni dopo, ormai anziana, sul palco della Convention democratica di Atlanta; Nelson Mandela, già Presidente del Sudafrica, aspetta paziente di andare in scena dietro le quinte di uno show televisivo nazionale, seduto su uno sgabello tra comparse, cavi elettrici e sponsor in abito da sera; Madre Francesca Cabrini arriva a New Orleans, pochi giorni dopo un terribile linciaggio di immigrati italiani, sul finire dell’Ottocento, agli albori di una nuova epoca. È da dettagli minimi, quanto mai evocativi, dentro i quali s’addensano stagioni ed eventi, che Enrico Deaglio racconta il Novecento. A partire da dieci figure incontrate o intercettate nel corso della sua vita e del suo lavoro di giornalista: dieci lampi capaci di illuminare un intero secolo; storie personali che diventano punti d’osservazione su eventi più grandi, e sul modo in cui le iniziative dei singoli possono incidere sulla vita di molti. Con una scrittura che unisce memoria personale, reportage e riflessione storica, Deaglio attraversa un tempo segnato da violenze e promesse, fallimenti e possibilità. Al centro della sua narrazione, non ci sono soltanto i grandi avvenimenti, ma prima di tutto le scelte individuali: atti di coraggio, responsabilità, dissenso o semplice umanità che hanno contribuito a modificare il corso delle cose.
«Anche nei momenti più bui dell’umanità esistono giusti pronti a salvare il mondo. Fa piacere sapere che ci sono stati. Fa piacere sapere che ci sono. Anche adesso.»
Enrico Deaglio
Enrico Deaglio è nato a Torino nel 1947. Dal 2012 risiede a San Francisco. Ha lavorato nella carta stampata e in televisione. Si occupa di mafia da quarant’anni; nel 2021 …