La seconda caduta di Atlantide
Atlantide è riemersa dopo la prima Caduta. Gli dèi sono morti per salvarla, ma il mare non ha restituito solo terra e rovine: ha riportato a galla anche ciò che avrebbe dovuto restare sepolto. Ariadnh è cresciuta tra le macerie di quella gloria perduta, schiacciata dalla fame e dalla durezza di un regno spietato. Quando, nel tentativo di fuggire dalla sua condizione, si rifugia in un tempio e per salvarsi è costretta a uccidere, non sa di aver infranto un equilibrio antico. Il sangue versato in quel luogo sacro riecheggia nel sottosuolo del continente, e i discepoli di Eribes, il dio del caos, rispondono al richiamo. Creature remote tornano a muoversi ai confini delle città e il nome di Eribes risuona tra le ombre. Ari si unisce a guerrieri guidati da un codice d’onore incrollabile, un codice che lei sente di non aver mai avuto. In mezzo alla battaglia, tra errori e cicatrici che non smettono di bruciare, nasce un amore inatteso, profondo, capace di farle desiderare un futuro diverso. Ma il peso del suo passato potrebbe essere troppo grande, persino per chi la ama davvero.
«Tutte le ombre e la morte del tuo passato sono difficili da accettare, eppure quando ti guardo tutto ciò che vedo… sei tu. Non un’assassina, non un’orfana disperata, ma tu come sei ora». Niente prescelti, nessuna perfezione: un’antieroina piena di cicatrici, un mondo di dèi caduti e un amore bruciante che nasce dove tutto dovrebbe finire.